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  Benvenuto Parrocchia San Martino - Cazzago di Pianiga (VE)  

IL PARLARE DI GESU'

Nel Vangelo di questa Domenica viene descritto il parlare di Gesù, diverso da quello degli scribi: il suo è un parlare di chi ha autorità. Gesù di Nazareth si impone perché ciò che dice interessa, suscita attenzione ha un calore e una passione ben diversa dagli scribi che solo enunciavano e ripetevano a memoria passaggi scritturistici che il più delle volte ricordavano doveri e obblighi. Il parlare di Gesù interessa perché apre a chi ascolta prospettive nuove. Egli tocca ciò che interessa la vita. Ma soprattutto il parlare di Gesù è un parlare efficace, che compie e realizza qualcosa di nuovo. La sua azione, espressa e realizzata attraverso la sua parola, libera dal peso di ciò che rovina l’uomo e infrange quella possibilità di bene riposta nel cuore di ciascuno. Come Gesù anche la comunità dei discepoli è chiamata a “parlare” nello stesso modo così che prima di essere comunità che insegna è comunità che testimonia e vive la fraternità.
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PERCORSO FIDANZATI 2012

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da Lunedì 30 Gennaio 2012 - ore 20.45 
presso il Centro Parrocchiale 

 

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PADOVA - STORIA & ARTE

 

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Il comune di Pianiga, Assessorato alla Cultura, in collaborazione con il Circolo ACLI della Parrocchia di Cazzago, organizzano i consueti incontri culturali di Febbraio

01 Febbraio - Le origini di Padova pre-romana

08 Febbraio - Padova romana

15 Febbraio - Padova medioevale: dal comune alla Serenissima

22 Febbraio - Il crocevia del Rinascimento: Giotto, Mantegna, Tiziano, Donatello, Palladio

29 Febbraio - I pieni e i vuoti di Padova: un museo a cielo aperto (le Piazze, i Palazzi e le Chiese)

Centro Parrocchiale di Cazzago, tutti i mercoledì di Febbraio, ore 20.45 (Ingresso gratuito)

 

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CONCORSO PRESEPI 2011/12

Sono disponibili le foto del Concorso presepi 2011/12!!

Clicca qui

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Auguri

'La vita è paragonabile a un viaggio,

e l'oggetto della speranza è la méta verso la quale si viaggia'.  

Che in questo viaggio la tua méta

sia per qualcosa di 'alto, nobile, giusto e vero'.  

Auguri di un buon 2012  

don Franco

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PRESEPIO 2011 - A PARTIRE DALLE NOSTRE MANI

A PARTIRE DALLE NOSTRE MANI

 

Nel subbuglio di questo tempo c'è bisogno di una ispirazione...
che día direzione alle nostre scelte,
che ci guidi e che si annidi nel profondo del nostro cuore.
Oggi più che mai, in questo tempo caotico e incerto,
c'è bisogno di verità e di luce...
... quella verità che ci mette ogni giorno in discussione
e quella luce che ci permette di vedere oltre i nostri limiti.
C'è bisogno di uno stile nuovo, di nuovo coraggio poichè
sono le nostre mani a dare forma al nostro mondo:
dalle nostre mani può passare un flusso di vita o di morte.
 
Gesù nasce sempre e continuamente a partire dalla nostra condizione di fragilità, dal nostro essere deboli ma allo stesso tempo ‘puri' di cuore....
... nasce a partire dalla nostra storia personale,
che è fondata sull' amore che si genera tra uomo e donna:
nasce lontano dalla ricchezza, nella semplicità.
 
Per questo come base del presepio c'è della carta,
quella bianca, leggerissima, che si strappa facilmente
ma che esprime anche purezza, forza, sobrietà, umiltà.
 
Le nostre mani diventano la capanna,
come se volessimo accarezzare questo bambino,
perchè sentiamo il bisogno di stargli vicino,
per far nostra la sua energia e portarla agli altri.
 
Quanto accade in questa scena,
diventa ancora più intenso dalla presenza sulla' immagine di fondo
della grande mano-cometa.
Questa grande mano è la stella che ci guida,
è la mano di Dio che sprigiona luce per i nostri passi,
che ci guarda dall' alto e ci dice chi siamo,
che ci indica la direzione del bene, della verità...
... la sua coda è fatta dalle nostre mani,
che la inseguono per esserne parte.
 
E la Sua luce sarà ancora più intensa, visibile ancor più lontano
se le nostre mani saranno mani capaci di donarsi,
mani capaci di solidarietà, di condivisione, di fratellanza,
mani capaci di piccoli e semplici gesti di amicizia e di convivenza,
mani capaci di perdonare e di unirsi per il bene comune...
 
... questo è l' augurio e il messaggio che vogliamo donarci
per questo Santo Natale,
a partire dalle nostre mani, ogni giorno.
 
Vito, Carlo, Marco, Gabriele, Enrico, Marilisa

 

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BUON NATALE 2011
 

Un saluto a tutti

Innanzittutto un cordiale saluto a tutti, nella circostanza di questo Natale. Ce ne offre l'occasione la consuetudine per la quale, come a Pasqua, la comunità lo porge a tutti coloro che abitano il nostro paese insieme alla ‘busta' che, chi vorrà, potrà usare per contribuire alla raccolta fondi a favore delle iniziative pastorali e delle necessità parrocchiali. L'occasione ci offre, inoltre, l'opportunità per condividere alcune riflessioni che questo tempo ci suggerisce.

Natale in tempo di crisi

Mai come questo è un natale in tono minore, segnato profondamente da una crisi che sempre di più fa sentire i contraccolpi sugli equilibri del nostro vivere di ogni giorno. Precarietà del lavoro, disoccupazione, tagli al welfare,... sono solo alcune delle voci che danno forma a una quotidianità vissuta sempre più nell'affanno dell'incertezza.

Il ‘mondo' al di là del vetro

Mi capita, spesso, di osservare la gente che, a passeggio, guarda le vetrine in vista dello shopping natalizio. In questo natale, però, il bello e il desiderabile sembra essere sempre di più al di là della vetrina. Il vetro spesso, sembra rendere irraggiungibile l'oggetto di un desiderio tanto più appetibile quanto più reso irraggiungibile da quel vetro freddo e beffardamente trasparente che attira ma mantiene distante ciò che si vorrebbe. La belleza mozzafiato è sempre al di là, la nostra felicità lontana. Metafora di un vivere dove la nostra salvezza è fuori della nostra portata perchè sembra più che mai, dipendere da altri.

Un guadare ‘diverso'

La vicenda che il Natale ci ricorda è diversa. Non c'è niente di spettacolare e tutto ruota attorno a pochi protagonisti. Giuseppe e Maria che partono, da Nazareth a Betlemme, un viaggio lungo e faticoso. Poche cose, un bagaglio leggero, essenziale. C'è spazio per tutto ciò che occorerrà al bambino che a breve nascerà. Sanno già il suo nome: Gesù. Nome scelto da tempo, nome comune a tanti. Il suo significato è ‘Dio salva'. Giuseppe e Maria non guardano in alto, guardano alle loro mani. Possono contare solo sulle loro mani, sulle loro forze: l'imperatore Cesare Augusto che vuole il censimento e il governatore Quirino sono lontani. Attraverso le mani di Giuseppe e Maria passa il futuro di Gesù.

A partire dalle nostre mani

Attraverso le nostre mani può passare un flusso di vita o di morte perché possono essere come le mani di Erode o dei Magi, le mani dei pastori o dell'albergatore di Betlemme; possono volere essere come le mani di Giuseppe e Maria. Sono le nostre mani, e non  quelle degli altri, a dare forma al nostro mondo, quello entro cui viviamo, quello delle nostre relazioni: dove incontriamo persone, dove salutiamo o no, dove partecipiamo o meno con i nostri sì o i nostri no. E' vero, ci si può anche defilare, lasciare la storia in mano ad altri, rinfacciare che poco dipende da noi: possiamo di nuovo ritornare a guardare il nostro mondo da dietro il vetro di una vetrina.

Una stella che guida ed ispira

Nella ricerca i Magi ebbero bisogno della stella; nel subbuglio di un tempo non più inquieto di ogni altro tempo, c'è bisogno di una ispirazione che, come allora la stella, dia direzione alla nostra vita. La troviamo in quella nostalgia per il bene e la giustizia che si annida, come seme, nel profondo dei nostri cuori. Che ci fa dire di no e gridare il nostro dissenso dove c'è ingiustizia, e che ci fa ‘muovere il passo'  perché prevalga il bene e il bello.

Cieli nuovi e terra nuova

Sogno di Dio è che si voglia ‘seguire la stella' e che le nostre mani vogliano essere come le mani di Gesù, nato a Betlemme e vissuto a Nazareth, morto a Gerusalemme e risorto il terzo giorno. Imparando da Giuseppe e Maria, egli è diventato quel Gesù che ci ha appassionato il cuore: capace di dire il suo sì, nella libertà; di scegliere di lottare contro l'ingiustizia, di voler vincere il male con il bene. Le nostre mani, fatte come le sue, per fare quel solo bene che ha il sigillo del divino per il fatto di essere compiuto in modo disinteressato: perché l'ortoprassi viene sempre prima dell'ortodossia, la vita prima della dottrina. Sogno di Dio è che per le nostri mani si costruiscano quei ‘Cieli nuovi e terra nuova' che sono la sua promessa e la nostra speranza.

Gesti semplici ma concreti

Come è possibile, allora, rendere il nostro mondo luogo di pace e gioia? Con gesti semplici e concreti. A comincare da un saluto: cambia tutto che ci sia o meno, se non c'è non ci sarà alcunchè, se c'è può essere l'inizio di una relazione e di un'amicizia. Basta poco, ma quel poco conta più di una pur diligente lezione quando, a passeggio ho cura dell'ambiente; informato dico il mio sì o il mio no; do o meno un bicchiere d'acqua o un po' da mangiare a chi ha fame. Aver cura, prendersi cura del luogo e delle relazioni che sono la mia casa e la mia famiglia con quello stile così ben descritto dall' I Care, il motto di don Lornzo Milani, formulato contro il ‘me ne frego' di scuola fascista: questo è lo stile di chi ha fatto il Natale.

A tutti l'augurio

L'augurio è di essere, tutti, contagiati dallo ‘spirito' del Natale che tutto è fuorchè insulso ‘buonismo' o piatto ossequio; contagiati da quella profonda nostalgia di bene che ci spinge dal di dentro di noi stessi a prendere l'iniziativa e a fare qualcosa di buono per chi ci è vicino. 

Don Franco

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Via Molinella, 13 - Cazzago di Pianiga (VE)

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