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  Benvenuto Parrocchia San Martino - Cazzago di Pianiga (VE)  

"DUC IN ALTUM!"

Ci piace citare l’invito che Gesù rivolge a Pietro nel Vangelo di questa Domenica così come fece Giovanni Paolo II che, in vista del Giubileo del 2000, rivolgendosi alla comunità cristiana, la invitò con forza ad impegnarsi nella Missione. Non è possibile che la comunità dei discepoli diventi autoreferenziale e si accontenti di come essa è e della consolazione che deriva dagli equilibri acquisiti e dalla gioia della fraternità. Il perentorio invito del “ Duc in altum” impone di uscire e di misurarsi con un “mondo” che diventa non tanto un campo di conquista ma un luogo dove rendere l’annuncio, il primo annuncio di Gesù il Signore. Determinante sarà il modo con il quale questo primo annuncio dovrà essere reso; a partire dalla Parola del Maestro e nella gioia ridondante di chi lo riconosce come tale. L’annuncio, inoltre, non può che essere reso come dono gratuito, rivolto a tutti, affinchè nella libertà esso possa essere accolto.
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"Emergenza Terremoto Haiti"
 

Modalità per le offerte

Usare sempre la causale "Emergenza Terremoto Haiti"

Caritas Padova,  Via Vescovado 29 - 35141 Padova

  • tramite consegna diretta presso gli uffici Caritas di via Vescovado 23/29;
  • versamento sul c/c postale n. 10292357 (intestato a Caritas diocesana di Padova);
  • bonifico bancario (intestato a Caritas - Diocesi di Padova) presso Cassa di Risparmio del Veneto   IBAN: IT 86 T 06225 12150 07400338020K.

Caritas Italiana, Via Aurelia 796 - 00165 Roma

  • conto corrente postale n. 347013
  • bonifico bancario su UniCredit Banca di Roma SpA, via Taranto 49, Roma -

     Iban: IT 50 H 03002 05206 000011063119 

  • CartaSi e Diners, telefonando a Caritas Italiana tel. 06.66177001, in orario d'ufficio.

Le offerte (erogazioni liberali) inviate a Caritas Italiana da persone fisiche risultano:

se indirizzate in favore delle popolazioni colpite da calamità pubbliche o da altri eventi straordinari anche se avvenuti in altri stati, detraibili al 19% fino a un massimo di 2.065,83 euro [ex art. 138 p.to 14 legge 388/2000 e art 15 lettera i-bis) Testo unico imposte dei redditi Dpr 22 dicembre 1986, n. 917 e successive modifiche].

Le offerte (erogazioni liberali) inviate a Caritas Italiana da soggetti titolari di reddito d'impresa risultano:

se indirizzate in favore delle popolazioni colpite da calamità pubbliche o da altri eventi straordinari anche se avvenuti in altri stati, deducibili per un importo non superiore a 2.065,83 euro o al 2% del reddito d'impresa dichiarato [ex art 27 p.to 1 e 4 legge 133/1999 e art 100, comma 2, lettera h) Testo unico imposte dei redditi Dpr 22 dicembre 1986, n. 917 e successive modifiche].

In ciascuno dei due casi sopra analizzati, occorre conservare per cinque anni, a seconda della modalità di versamento utilizzata, la ricevuta di versamento dei conti correnti postali, le contabili bancarie emesse a fronte del bonifico

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INSIEME PER LA PACE 2010

Si terrà a Thiene (VI), il 17 gennaio 2010, con inizio alle ore 15INSIEME PER LA PACE, la tradizionale marcia della pace promossa dall'AC con altre associazioni e realtà ecclesiali.
Il messaggio di papa Benedetto per la Giornata Mondiale della Pace è intitolato quest’anno “Se vuoi costruire la pace, custodisci il Creato”.

PROGRAMMA

    * ore 15 - Accoglienza e momento di riflessione in tre chiese di Thiene (Madonna dell’Olmo, San Vincenzo, Madonna Ausiliatrice in Conca)
          o È prevista l’animazione per bambini e ragazzi presso il Palazzetto della Conca
    * ore 16.15 - Marcia per le vie della città
    * ore 17.30 - S. Messa con il vescovo Antonio presso il duomo

INFO: www.diocesipadova.it/pace

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LOTTERIA BEFANA - CAZZAGO 2010

   Premi

Num. estratto

Natura premi

634TV LCD 32"
3020WEEK END PER 2 PERSONE
459BICICLETTA
2740NAVIGATORE SATELLITARE
2798BUONI CARBURANTE AGIP
2552FOTOCAMERA DIGITALE
70CONF. OLIO AUTO 4 L.
323RICEVITORE DIGITALE TERRESTRE
429TELEFONINO NOKIA
10°3034CESTA DI FRUTTA
11°59TRATTAMENTO ESTETICO
12°119COPIA SPAZZOLINI DA DENTI
13°288DECANTER CON 6 BICCHIERI VINO
14°1292SCIARPA E BERRETTO DA BAMBINO
15°3354CONFEZIONE VINO
16°869DUE SOPRESSE
17°3260TROLLEY
18°3003BUONO PIZZA DUE PERSONE
19°430PHON PER CAPELLI
20°3997BIALETTI CAPPUCCINO
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CONCORSO PRESEPI 2009

 

Sono ora disponibili le foto del concorso presepi 2009!! [clicca qui]

 

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MESSAGGIO PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA PACE
 

MESSAGGIO* DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA CELEBRAZIONE DELLA  XLIII GIORNATA MONDIALE DELLA PACE

1° GENNAIO 2010

SE VUOI COLTIVARE LA PACE, CUSTODISCI IL CREATO

1. In occasione dell'inizio del Nuovo Anno, desidero rivolgere i più fervidi auguri di pace a tutte le comunità cristiane, ai responsabili delle Nazioni, agli uomini e alle donne di buona volontà del mondo intero. Per questa XLIII Giornata Mondiale della Pace ho scelto il tema: Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato. Il rispetto del creato riveste grande rilevanza, anche perché «la creazione è l'inizio e il fondamento di tutte le opere di Dio» e la sua salvaguardia diventa oggi essenziale per la pacifica convivenza dell'umanità. Se, infatti, a causa della crudeltà dell'uomo sull'uomo, numerose sono le minacce che incombono sulla pace e sull'autentico sviluppo umano integrale - guerre, conflitti internazionali e regionali, atti terroristici e violazioni dei diritti umani -, non meno preoccupanti sono le minacce originate dalla noncuranza - se non addirittura dall'abuso - nei confronti della terra e dei beni naturali che Dio ha elargito....

3. Vent'anni or sono, il Papa Giovanni Paolo II, dedicando il Messaggio della Giornata Mondiale della Pace al tema Pace con Dio creatore, pace con tutto il creato, richiamava l'attenzione sulla relazione che noi, in quanto creature di Dio, abbiamo con l'universo che ci circonda. «Si avverte ai nostri giorni - scriveva - la crescente consapevolezza che la pace mondiale sia minacciata... anche dalla mancanza del dovuto rispetto per la natura». E aggiungeva che la coscienza ecologica «non deve essere mortificata, ma anzi favorita, in modo che si sviluppi e maturi, trovando adeguata espressione in programmi ed iniziative concrete»....

4. Pur evitando di entrare nel merito di specifiche soluzioni tecniche, la Chiesa, «esperta in umanità», si premura di richiamare con forza l'attenzione sulla relazione tra il Creatore, l'essere umano e il creato. Nel 1990, Giovanni Paolo II parlava di «crisi ecologica» e, rilevando come questa avesse un carattere prevalentemente etico, indicava l'«urgente necessità morale di una nuova solidarietà». Questo appello si fa ancora più pressante oggi, di fronte alle crescenti manifestazioni di una crisi che sarebbe irresponsabile non prendere in seria considerazione. Come rimanere indifferenti di fronte alle problematiche che derivano da fenomeni quali i cambiamenti climatici, la desertificazione, il degrado e la perdita di produttività di vaste aree agricole, l'inquinamento dei fiumi e delle falde acquifere, la perdita della biodiversità, l'aumento di eventi naturali estremi, il disboscamento delle aree equatoriali e tropicali? Come trascurare il crescente fenomeno dei cosiddetti «profughi ambientali»: persone che, a causa del degrado dell'ambiente in cui vivono, lo devono lasciare - spesso insieme ai loro beni - per affrontare i pericoli e le incognite di uno spostamento forzato? Come non reagire di fronte ai conflitti già in atto e a quelli potenziali legati all'accesso alle risorse naturali? Sono tutte questioni che hanno un profondo impatto sull'esercizio dei diritti umani, come ad esempio il diritto alla vita, all'alimentazione, alla salute, allo sviluppo.

5. Va, tuttavia, considerato che la crisi ecologica non può essere valutata separatamente dalle questioni ad essa collegate, essendo fortemente connessa al concetto stesso di sviluppo e alla visione dell'uomo e delle sue relazioni con i suoi simili e con il creato. Saggio è, pertanto, operare una revisione profonda e lungimirante del modello di sviluppo, nonché riflettere sul senso dell'economia e dei suoi fini, per correggerne le disfunzioni e le distorsioni. Lo esige lo stato di salute ecologica del pianeta; lo richiede anche e soprattutto la crisi culturale e morale dell'uomo, i cui sintomi sono da tempo evidenti in ogni parte del mondo. L'umanità ha bisogno di un profondo rinnovamento culturale; ha bisogno di riscoprire quei valori che costituiscono il solido fondamento su cui costruire un futuro migliore per tutti...

7. Purtroppo, si deve constatare che una moltitudine di persone, in diversi Paesi e regioni del pianeta, sperimenta crescenti difficoltà a causa della negligenza o del rifiuto, da parte di tanti, di esercitare un governo responsabile sull'ambiente. Il Concilio Ecumenico Vaticano II ha ricordato che «Dio ha destinato la terra e tutto quello che essa contiene all'uso di tutti gli uomini e di tutti i popoli». L'eredità del creato appartiene, pertanto, all'intera umanità. Invece, l'attuale ritmo di sfruttamento mette seriamente in pericolo la disponibilità di alcune risorse naturali non solo per la generazione presente, ma soprattutto per quelle future. Non è difficile allora costatare che il degrado ambientale è spesso il risultato della mancanza di progetti politici lungimiranti o del perseguimento di miopi interessi economici, che si trasformano, purtroppo, in una seria minaccia per il creato. Per contrastare tale fenomeno, sulla base del fatto che «ogni decisione economica ha una conseguenza di carattere morale», è anche necessario che l'attività economica rispetti maggiormente l'ambiente....

8. Sembra infatti urgente la conquista di una leale solidarietà inter-generazionale. I costi derivanti dall'uso delle risorse ambientali comuni non possono essere a carico delle generazioni future: «Eredi delle generazioni passate e beneficiari del lavoro dei nostri contemporanei, noi abbiamo degli obblighi verso tutti e non possiamo disinteressarci di coloro che verranno dopo di noi ad ingrandire la cerchia della famiglia umana. La solidarietà universale, ch'è un fatto e per noi un beneficio, è altresì un dovere. Si tratta di una responsabilità che le generazioni presenti hanno nei confronti di quelle future, una responsabilità che appartiene anche ai singoli Stati e alla Comunità internazionale» ...

9. È indubbio che uno dei principali nodi da affrontare, da parte della comunità internazionale, è quello delle risorse energetiche, individuando strategie condivise e sostenibili per soddisfare i bisogni di energia della presente generazione e di quelle future. A tale scopo, è necessario che le società tecnologicamente avanzate siano disposte a favorire comportamenti improntati alla sobrietà, diminuendo il proprio fabbisogno di energia e migliorando le condizioni del suo utilizzo. Al tempo stesso, occorre promuovere la ricerca e l'applicazione di energie di minore impatto ambientale e la «ridistribuzione planetaria delle risorse energetiche, in modo che anche i Paesi che ne sono privi possano accedervi»....

10. Per guidare l'umanità verso una gestione complessivamente sostenibile dell'ambiente e delle risorse del pianeta, l'uomo è chiamato a impiegare la sua intelligenza nel campo della ricerca scientifica e tecnologica e nell'applicazione delle scoperte che da questa derivano....

11. Appare sempre più chiaramente che il tema del degrado ambientale chiama in causa i comportamenti di ognuno di noi, gli stili di vita e i modelli di consumo e di produzione attualmente dominanti, spesso insostenibili dal punto di vista sociale, ambientale e finanche economico. Si rende ormai indispensabile un effettivo cambiamento di mentalità che induca tutti ad adottare nuovi stili di vita «nei quali la ricerca del vero, del bello e del buono e la comunione con gli altri uomini per una crescita comune siano gli elementi che determinano le scelte dei consumi, dei risparmi e degli investimenti»....

Dal Vaticano, 8 dicembre 2009

BENEDICTUS PP. XVI

* Riduzione compiuta a scopo divulgativo come invito alla lettura del testo originale reperibile nel sito www.vatican.va

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 BUON NATALE 2009

Mentre scrivo queste righe di saluto, guardo il piccolo presepio intagliato su legno di acacia che mi è stato regalato in occasione della mia recente visita in Kenya: è una scultura molto semplice, quasi naif.

Mi piace per la sua semplicità e perché, come ogni piccolo presepio, mi aiuta a  porre al centro della scena alcune questioni fondamentali:

la prima è quella per cui la venuta dell'atteso accade come Egli desidera, secondo un modo che non è stabilito da noi ma da Lui;

la seconda, è quella per cui Egli si fa ‘carne' e si mostra, povero, nelle'vesti' di un bambino (che crescerà e parlerà e per i suoi gesti sarà perseguitato, ingiustamente ucciso e poi risorgerà);

la terza è quella per cui l'incontro al quale siamo invitati non può che avvenire a partire da questo Gesù che ha voluto affidarsi allora, a Maria e Giuseppe, oggi, alle nostre mani.

Ma nel piccolo presepio, non mancano i pastori! Anch'essi mi dicono qualcosa: perché scocchi la scintilla c'è bisogno di fare come loro che, lasciati i loro greggi, vollero andare a vedere da vicino, vollero ‘toccare' quel bambino e prenderlo in braccio... ...proprio come fà il ‘buon samaritano'.

L'augurio e l'abbracccio è per tutti: in particolare per chi, oggi, è nella difficoltà per l'età o la malattia, per i ragazzi e i giovani, per le famiglie e per chi, insieme a noi, abita questo paese.

 Don Franco, don Elia, padre Kisito

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