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| Benvenuto | Parrocchia San Martino - Cazzago di Pianiga (VE) |
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Consiglio pastorale
Consiglio Pastorale Parrocchiale in via di rinnovo: l'elenco aggiornato dei consiglieri verrà pubblicato a breve. II Consiglio Pastorale Parrocchiale è un organo di comunione che, come immagine della Chiesa, esprime e realizza la corresponsabilità dei fedeli (presbiteri, diaconi, consacrati e laici) alla missione della Chiesa, a livello di comunità cristiana parrocchiale. È il luogo dove i fedeli, soprattutto i laici, possono esercitare il diritto dovere loro proprio, di esprimere il proprio pensiero ai pastori e comunicarlo anche agli altri fedeli, circa il bene della comunità cristiana parrocchiale: in tal modo esercitano nella Chiesa la missione regale di Cristo di cui sono stati fatti partecipi con i sacramenti del Battesimo e della Confermazione. La funzione principale del Consiglio Pastorale Parrocchiale sta pertanto nel ricercare, studiare e proporre conclusioni pratiche in ordine alle iniziative pastorali che riguardano la parrocchia. In particolare è chiamato a:
MEMBRI DI DIRITTO Marin don Franco Parroco Maroso don Elia Gallo Davide (Presidente A.C. parrrocchiale)
MEMBRI COOPTATI Cagnin Elisa (Scuola Materna) Cappellari Vito e Perin Erminia (Pastorale Familiare) Ereno Enrico (Gruppo Biblico) Favero Marzia (Gruppo Catechisti) Giubilato Michele (Gruppo Missionario) Perin Giancarlo (Festainsieme, Sagra) Perin Marilisa (Caritas) Rampazzo Giuseppina (formazione Educatori, Campiscuola AC) Schiavolin Floriana (Ministri straordinari Comunione) Zanetti Michele (Direttivo ENARS ACLI)
MEMBRI ELETTI
Artusi Silvia Bello Natalina Bello Silvia Carraro Emilia Favaro Antonio Franceschin Mauro Gozzo Alessandro Mantoan Adriano Mantoan Marisa Milan Eddy Nalato Filippo Reginato Carla Simonato Gianni Trevisan Fabiano Zecchin Alice
MEMBRI NOMINATI Masiero Daniela
Buona Pasqua 2010! Rinascere alla Speranza: questo significa fare Pasqua.
Che brutto mondo! In che società viviamo? Tutto è ormai corrotto e solo i furbi fanno strada. Non c'è più il rispetto di una volta .... Quante espressioni simili sentiamo ogni giorno e quante persone vorrebbero fuggire dalle città degli uomini d'oggi che creano insicurezza e paura. Anche noi ci siamo sentiti come i due apostoli di Emmaus che stavano fuggendo da Gerusalemme, la città in cui erano state sepolte le loro speranze, riposte in un uomo che aveva amato tutti ed era stato ammazzato a furor di popolo; un uomo che finalmente denunciava le ipocrisie dei potenti e chiedeva giustizia per i deboli e che era stato giustiziato come un delinquente. Eppure anche a noi deve accadere oggi di essere trasformati da un evento semplice e sconvolgente: un incontro con un viandante in vena di rileggere i fatti tragici della nostra epoca come una necessità dolorosa per una presa di coscienza collettiva che, sola, può condurci alla salvezza, cioè ad acquistare di nuovo la speranza per tornare nella città e gridarla a tutti. Anche a noi deve accadere oggi di invertire la direzione della nostra fuga dopo aver invitato a cena un pellegrino appena conosciuto, che sa leggere le malefatte degli uomini come le tappe di un disegno superiore... come di una lunga attesa del Padre nei confronti dei tanti figli prodighi e ingrati. Anche a noi deve accadere di ritrovarci a cena con uno sconosciuto e riconoscerlo dal gesto dello spezzare del pane come colui che disse di fare altrettanto con il proprio corpo, di "dare sé stessi da mangiare" alla gente affamata di parole che non passano, di amore che non tradisce, di gioia che non si consuma in una notte. Queste riflessioni ci hanno condotto a capire che la nostra città è il luogo dove "ritornare senza indugio" per annunciare la buona notizia: l'Amore non è morto! L'Amore non viene consumato dai vermi della terra! L'Amore è incorruttibile! L'Amore "passa i muri" ed entra nelle nostre case, mentre siamo seduti a tavola e incendia i cuori, disperati, di uno spirito santo che lava ciò che è sudicio, che drizza ciò che è sviato, che sana ciò che sanguina. Questo passaggio di fuoco è la Pasqua. È un continuo rinascere alla speranza, senza facili ottimismi, senza negare il presente che si condanna da solo alla morte. Ma proprio partendo dalla consapevolezza che questa morte non dev'essere la nostra fine, bensì l'inizio di una ribellione al già visto, alla rassegnazione, noi diventeremo portatori dell'unica buona notizia di cui il mondo - e ogni singolo uomo - ha bisogno. Allora davvero un mondo nuovo diventa possibile, immediatamente, senza indugi. L'uomo della speranza cambia il mondo attorno a sé subito, senza attendere che inizino gli altri. Questa è la risurrezione che il mondo attende. E noi abbiamo tante possibilità di realizzare questa trasformazione piccola e planetaria già nel nostro piccolo paese.
Senza queste opportunità continueremo a restare "sciocchi e tardi di cuore" e a non capire niente del vangelo come ancora accade oggi anche a tanti laici e perfino a tanti sacerdoti che sostengono lo status quo, i privilegi acquisiti o addirittura commettono crimini contro la persona. Senza l'impegno, senza l'Amore cristiano non c'è salvezza, non c'è Pasqua per nessuno e la disperazione regna sovrana anche nei cuori di chi si dice credente, ma con il cuore è lontano, perché, in realtà, ha gli occhi per vedere solo il proprio benessere e preoccuparsene attivamente contro il forestiero che lo minaccia. L'uomo "risorto con Cristo" è l'uomo che si educa al bene e che comprende l'attuale emergenza educativa di un mondo impazzito e amorale. L'annuncio pasquale viene dato da chi si sforza di diventare "santo", vero uomo, mentre chi asseconda le proprie debolezze fino a vantarsene, arriva ad agire peggio di un animale. Come afferma il vicario del nostro vescovo, non si tratta tanto di insegnare il catechismo ai giovani e alle famiglie, "si tratta di aiutarli a crescere come uomini e donne "virtuosi"... "persone ricche di tutte le virtù sociali:
Chi dice di credere al vangelo deve essere persuaso che queste affermazioni sono vere! Deve credere che esse dipendono dalla sua scelta personale e dalla decisione presa da sé stesso. È sufficiente guardare a dove una persona impegna e spende i propri soldi per capire in che cosa crede veramente! Le parole contano poco. L'uomo nuovo, l'uomo che vuole diventare testimone della resurrezione dell'Amore, deve credere, contro ogni realismo disperante, che il bene sia possibile, che il bene cambierà questo mondo, che il bene è presente nel mondo, che il bene sconfiggerà il principe di questo mondo. Anche nel pieno di una guerra, anche nel momento in cui la realtà più folle rischia di cancellare gli orizzonti di pace, nessun "risorto con Cristo" dev'essere da meno di quella ragazzina che scrisse queste straordinarie parole di speranza in uno dei momenti più bui della storia dell'umanità "È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere all'intima bontà dell'uomo. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l'avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l'ordine, la pace e la serenità" (Anna Frank, Diario)
Questa pagina, come quella del vangelo di Emmaus, ci obbliga a metterci in reciproco ascolto, a metterci in discussione e sembra dire: Fai risorgere la speranza che è in te! E sarà una Buona Pasqua, una Santa Pasqua.
Il consiglio pastorale parrocchiale
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| Parrocchia San Martino in Cazzago Via Molinella, 13 - Cazzago di Pianiga (VE) |
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